di Mattia Ciappi
L’Europa si trova di fronte a una sfida epocale. Ieri, in una diretta Instagram, ho avuto l’occasione di confrontarmi con Nicola Zingaretti su temi quali la difesa europea, i dazi di Trump e il futuro politico dell’Europa stessa.
È giunto il tempo di aprire la stagione della difesa comune europea. Dalla fine della seconda guerra mondiale mai si è riusciti a muoversi verso questo obiettivo anche quando la sinistra governava l’Italia e gran parte dei Paesi dell’unione. Ma difesa comune non è solo eserciti nazionali più forti. Perché se da una parte è vero che serve un’Europa più forte e in grado di difendersi autonomamente, dall’altra vien difficile comprendere l’aumento dei finanziamenti agli eserciti nazionali senza la conseguente costruzione di una vera difesa comune europea. Senza una strategia unitaria, infatti, il rischio è quello di sprecare risorse senza garantire un’Europa davvero capace di difendersi e di rispondere alle sfide globali.
Serve un’Europa capace di affrontare le minacce e rispondere con fermezza a chi, come Trump, impone dazi e tenta di frammentare il mercato europeo. Ma allo stesso tempo rafforzare la difesa non deve significare sacrificare il modello sociale europeo. La sicurezza non può diventare un alibi per tagliare le risorse destinate alle persone, al lavoro, alla sanità e all’istruzione. Come ha sottolineato Zingaretti, “la difesa comune è indispensabile, ma non può essere realizzata a scapito della coesione sociale”. L’Europa può essere protagonista solo se riesce a coniugare sicurezza e giustizia sociale, difesa e progresso, unità e pluralismo.
Nel frattempo, le destre sovraniste continuano a remare contro l’Europa, lavorando per smantellarla dall’interno. Basti vedere Salvini: la Lega, nata come partito autonomista del Nord Italia, si è ormai trasformata in “Nord Dakota”, diventando un’avanguardia trumpiana che preferisce sostenere chi combatte l’Unione invece di rafforzarla. È il segno di un progetto politico che punta al disfacimento dell’Unione, facendo il gioco di chi vuole un continente debole, diviso, incapace di reagire alle sfide globali. “Questa destra europea – ha dichiarato Zingaretti – si schiera sistematicamente contro l’Unione, mentre noi dobbiamo difenderla con determinazione.”
Di fronte a questa situazione, il tema non è solo quello di un’Europa più forte, ma anche di una nuova unità delle opposizioni. Se c’è un fronte sovranista che attacca l’Europa, allora deve esserci un fronte progressista che la difende con convinzione, con coraggio, con una visione chiara. “L’Europa deve essere il cuore di una nuova alleanza democratica – ha detto Zingaretti – capace di opporsi a chi la vuole smantellare e di proporre un modello di sviluppo sostenibile e inclusivo.” È il momento di unire le forze, di costruire un’alternativa politica all’altezza dei tempi. Non possiamo permettere che l’Europa venga lasciata nelle mani di chi la considera un problema anziché una soluzione.