di Stefano Vaccari
“Sentenza politica. Non mi dimetto”. Queste le prime parole del sottosegretario Delmastro delle Vedove, rilanciate da molti esponenti di destra, presidente del consiglio compresa, dopo la condanna a 8 mesi di reclusione e a un anno di sospensione dai pubblici uffici dal Tribunale di Roma per il reato di rivelazione del segreto d’ufficio.
Le informazioni riservate erano state utilizzate dal deputato di Fratelli d’Italia Donzelli per sferrare un violento attacco in aula alla Camera ai parlamentari del PD Serracchiani, Lai, Orlando e Verini che si erano recati in carcere a fare visita ad un detenuto, Alfredo Cospito, in sciopero della fame a fronte anche di numerosi appelli pubblici finalizzati alla richiesta di interruzione di una situazione di grave pericolo della vita per quella persona.
I parlamentari del PD furono accostati in maniera impropria e calunniosa ai mafiosi.
In questa vicenda ciò che ora emerge è l’arroganza e la supponenza della destra che incurante di una sentenza vorrebbe far proseguire nell’attività di governo un loro esponente che ha tradito così platealmente le prerogative del suo mandato, a maggior ragione in un ministero, quello della giustizia, dove tutti i giorni circolano documenti ed informazioni riservate.
Come ci si può fidare di un sottosegretario che ha passato sotto banco ad un suo collega di partito segreti d’ufficio in ragione di motivazioni di lotta politica?
E come può il ministro Nordio, in qualità di guardasigilli, affidare deleghe importanti ad un sottosegretario che ha violato in maniera grave le regole comportamentali?
A tal proposito il ministro Nordio che ha coperto fino ad oggi l’operato del sottosegretario Delmastro, condividendone le responsabilità, dovrebbe spiegare tante altre cose a cominciare dalla vicenda Paragon.
Ma al governo l’unico interesse che hanno è fare quelle riforme che vanno in direzione di derubricare a vassalli magistrati e giornalisti e a vietare le manifestazioni dove liberamente si intende esprimere dissenso.
La democrazia della destra è quella che non intralcia gli interessi di potere e l’occupazione delle poltrone.
Così andranno a sbattere perché nel Paese cresce sofferenza e ribellione.