di Vincenzo Ceccarelli
Ieri il Consiglio regionale della Toscana ha scritto una pagina di civiltà. Con l’approvazione della legge sul fine vita siamo la prima Regione in Italia a garantire procedure chiare e tempi certi per chi, nelle condizioni stabilite dalle leggi vigenti e consolidate dalla Corte Costituzionale, sceglie di porre fine alle proprie sofferenze.
Una legge necessaria perché il Parlamento, nonostante gli appelli della Consulta, non ha ancora legiferato in materia. Ad oggi ogni ASL decide in propria autonomia le procedure da seguire. Con questa legge, invece, quanto stabilito dalla Corte sarà attuato con la certezza propria di una legge.
Una legge che nasce da una proposta di iniziativa popolare promossa dall’Associazione Luca Coscioni e sottoscritta da oltre 10.000 cittadini: un segnale chiaro di volontà collettiva che non poteva essere ignorato. Non una “legge bandiera”, bensì una norma procedimentale, che non facilita il suicidio assistito, ma interviene dopo che la decisione è stata presa, tutelando i diritti di chi è più debole in modo uniforme e senza disparità di trattamento.
Con questo atto la Toscana ha fatto la propria parte, ora il Parlamento si assuma le proprie responsabilità legiferando in materia.
Associazione Luca Coscioni #associazionelucacoscioni